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Eolico Italia – Stato Attuale, Produzione e Prospettive 2026

Stefano Davide Romano Rinaldi • 2026-04-13 • Revisionato da Luca Bianchi

L’Italia consolida il proprio posizionamento tra le principali economie europee nel settore dell’energia rinnovabile. A fine 2025, la potenza installata eolica nel Paese raggiunge 13.629 MW, equivalenti a circa 13,6 gigawatt, distribuita tra impianti onshore e una prima porzione di infrastrutture offshore. Il comparto attraversa tuttavia una fase complessa, caratterizzata da un rallentamento nelle nuove installazioni e da ostacoli burocratici che frenano lo sviluppo, nonostante un potenziale di crescita che potrebbe trasformare radicalmente il mix energetico nazionale nei prossimi anni.

La produzione eolica ha registrato una crescita significativa nel corso del 2025, coprendo oltre la metà del fabbisogno da fonti rinnovabili in alcuni mesi dell’anno. Il divario tra la capacità installata e il potenziale teorico rimane però considerevole, con oltre 90 gigawatt di progetti in attesa di autorizzazione. Questo scenario colloca l’Italia al quinto posto tra i paesi europei per capacità eolica, evidenziando al contempo le sfide strutturali che limitano l’espansione del settore rispetto ad altri mercati più maturi.

Qual è lo stato attuale dell’energia eolica in Italia?

A gennaio 2026, il parco eolico italiano conta 6.173 impianti operativi, pari a circa 7.449 aerogeneratori distribuiti sul territorio nazionale. Di questi, 12.051 MW sono riconducibili alla componente onshore, mentre soltanto 30 MW derivano dall’unico impianto offshore attualmente funzionante: il parco Beleolico, situato nel golfo di Taranto e operativo dal 2022. Il confronto con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima evidenzia un divario significativo, poiché la capacità installata resta inferiore alle previsioni necessarie per centrare i target di decarbonizzazione al 2030.

Cifre chiave del settore eolico italiano

13,6 GW di potenza installata, 6.173 impianti attivi, 7.449 aerogeneratori, 91% della produzione onshore concentrata nelle regioni meridionali: questi i numeri che definiscono la geografia eolica del Paese a inizio 2026.

Panoramica nazionale: numeri e tendenze

⚙️
13.629 MW
Potenza installata totale
🌀
6.173
Impianti operativi
🗺️
5° posto
Tra i paesi UE
📉
-8%
Nuove installazioni 2025

Le nuove installazioni hanno subito un calo dell’8% rispetto al 2024, segnalando un rallentamento che le associazioni di settore attribuiscono principalmente alla complessità delle procedure autorizzative. L’Italia si posiziona comunque tra i primi cinque paesi europei per capacità installata, dietro a nazioni come Germania, Spagna, Regno Unito e Francia. Il confronto con i principali mercati europei evidenzia tuttavia un divario nella crescita relativa, con altri paesi che hanno accelerato più rapidamente l’espansione del parco eolico nel medesimo periodo.

Indicatori di produzione e performance

La produzione eolica ha mostrato segnali di forte ripresa nel corso del 2025. Ad agosto 2025, la generazione da fonte eolica onshore è cresciuta del 63% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, coprendo oltre la metà del fabbisogno nazionale da fonti rinnovabili in quel periodo. Questo balzo produttivo riflette in parte le condizioni meteorologiche favorevoli, ma anche la crescente efficienza degli impianti più recenti, dotati di turbine di maggiore potenza unitaria rispetto a quelle installate negli anni precedenti.

  • La produzione onshore è concentrata al 91% nelle regioni del Sud Italia
  • Ad agosto 2025, la crescita produttiva ha raggiunto il +63% su base annua
  • L’eolico copre oltre il 50% del fabbisogno rinnovabile in mesi critici
  • I 93 progetti offshore in pipeline rappresentano un potenziale di 74 GW
  • Terna ha registrato 132 richieste di connessione per circa 90 GW totali
  • Il PNIEC include 39 progetti offshore, fissi o galleggianti, fino a 60 km dalla costa
  • Gli ostacoli burocratici rappresentano il principale freno allo sviluppo

Dati a confronto: evoluzione 2024-2025

Indicatore Dato 2024 Dato 2025 Variazione
Potenza installata 11 GW circa 13,6 GW +24%
Numero impianti ~5.800 6.173 +6%
Aerogeneratori ~6.900 7.449 +8%
Capacità offshore 30 MW 30 MW Stabile
Progetti offshore in pipeline ~70 93 +33%
Nuove installazioni Riferimento -8% -8%

La capacità installata è cresciuta in termini assoluti, pur registrando un rallentamento nel ritmo delle nuove aggiunte. Il numero di progetti offshore in pipeline è aumentato significativamente, segnalando un interesse crescente da parte degli investitori, mentre la capacità offshore effettivamente operativa resta limitata al parco di Taranto.

Dove sono localizzati i principali parchi eolici in Italia?

La geografia dell’eolico italiano presenta una caratteristica distintiva: il 91% della produzione onshore si concentra in sei regioni del Meridione. Questa distribuzione riflette le condizioni anemologiche del territorio, con le aree costiere e collinari del Sud che offrono ventosità superiori alla media nazionale. Le mappe degli impianti attivi, elaborate da fonti come Global Energy Monitor, identificano 347 infrastrutture di dimensioni superiori a 10 MW ciascuna, con una concentrazione predominante nelle aree joniche e tirreniche delle regioni meridionali.

Distribuzione territoriale

Puglia, Sicilia, Campania, Sardegna, Basilicata e Calabria ospitano la quasi totalità degli impianti eolici italiani. Le prime tre regioni rappresentano da sole circa il 75% della capacità installata nazionale.

Le regioni leader nell’eolico onshore

La Puglia si conferma leader nazionale con 1.726 pale eoliche, seguita dalla Sicilia con 1.660, dalla Basilicata con 1.489 unità, dalla Campania con 1.184, dalla Sardegna con 732 e dalla Calabria con un numero inferiore ma comunque significativo. Questa classifica è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi anni, con lievi variazioni legate all’entrata in esercizio di nuovi impianti o alla dismissione di quelli più vecchi.

Regione Pale eoliche Note principali
Puglia 1.726 Leader nazionale; 26 progetti offshore proposti
Sicilia 1.660 25 progetti offshore; Trapani con 11,2 GW richieste
Basilicata 1.489 Seconda per numero pale; concentrazione interna
Campania 1.184 Terza regione per capacità; parchi costieri
Sardegna 732 24 progetti offshore; Sud Sardegna 9,5 GW
Calabria n.d. Concentrazione jonica; quota minore

Il potenziale offshore: progetti e prospettive regionali

L’offshore rappresenta la frontiera di sviluppo più promettente per l’eolico italiano, con un potenziale teorico che supera di gran lunga la capacità onshore attuale. Sono 93 i progetti attualmente in pipeline, distribuiti in 10 regioni costiere, per una potenza complessiva di 74 gigawatt. Di questi, 88 prevedono tecnologie galleggianti, con una distanza media dalla costa di circa 32 chilometri, soluzione che consente di minimizzare l’impatto visivo e le interferenze con le attività costiere.

La Sicilia emerge come regione chiave per lo sviluppo offshore, con 25 progetti proposti e Trapani che guida la classifica con 11,2 gigawatt di richieste di connessione alla rete. La Sardegna segue con 24 progetti, concentrati principalmente nel Sud della regione, dove sono stati richiesti 9,5 gigawatt di capacità. La Puglia, nonostante il primato nell’onshore, presenta 26 progetti offshore, mentre la Campania e altre regioni costiere completano un quadro di interesse diffuso lungo l’intero perimetro marittimo nazionale.

Qual è la produzione e la potenza installata dell’eolico in Italia?

La potenza installata eolica italiana ammonta a 13.629 MW, equivalenti a circa 13,6 gigawatt. Di questa capacità, 12.051 MW derivano da impianti onshore distribuiti su tutto il territorio meridionale, mentre 30 MW provengono dall’unico parco offshore operativo, il Beleolico nel golfo di Taranto. Il numero complessivo di aerogeneratori si attesta a 7.449 unità, con una dimensione media delle turbine in crescita rispetto agli impianti più datati.

La produzione ha registrato un andamento positivo nel corso del 2025, con un incremento particolarmente marcato nel mese di agosto, quando la generazione eolica onshore è cresciuta del 63% rispetto allo stesso mese del 2024. Questo balzo ha permesso all’eolico di coprire oltre la metà del fabbisogno nazionale da fonti rinnovabili in quel periodo, sottolineando il ruolo crescente della tecnologia nel mix energetico del Paese. La concentrazione produttiva nelle regioni meridionali, pari al 91% del totale onshore, definisce una geografia dell’energia eolica che privilegia le aree con maggiore ventosità.

Il confronto con le altre rinnovabili

Nel panorama delle fonti rinnovabili italiane, l’eolico occupa una posizione di rilievo ma non dominante. La tecnologia copre circa il 7-8% del fabbisogno energetico nazionale totale, una quota inferiore rispetto a quella raggiunta in altri paesi europei più avanti nella transizione. Ad agosto 2025, l’eolico ha rappresentato oltre il 50% della produzione rinnovabile complessiva, un dato che evidenzia il potenziale della fonte quando le condizioni anemologiche sono favorevoli. Il confronto con il solare fotovoltaico, che continua a rappresentare la fonte rinnovabile più diffusa in termini di capacità installata, mostra come le due tecnologie si complementino nel soddisfare la domanda energetica nazionale.

A livello globale, la capacità offshore installata ha raggiunto 79,4 gigawatt nel 2024, con una crescita del 5,2% rispetto all’anno precedente. L’Italia, con soli 30 MW offshore operativi, resta indietro rispetto a mercati più maturi come quelli del Mare del Nord, ma la pipeline di progetti in fase di sviluppo suggerisce un potenziale di recupero significativo nel medio-lungo periodo. Il confronto con Germania, Regno Unito e Danimarca, leader mondiali nell’eolico offshore, evidenzia come il Paese debba affrontare sfide specifiche legate alla necessità di tecnologie galleggianti, data la conformazione dei fondali marini italiani.

Burocrazia e tempi autorizzativi

Gli ostacoli amministrativi rappresentano il principale fattore di rallentamento per lo sviluppo eolico in Italia. Nonostante un potenziale teorico di 74-90 GW di progetti in attesa, i tempi delle autorizzazioni restano lunghi e rappresentano un deterrente per gli investitori.

Quali sono i piani futuri per l’eolico in Italia?

Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima definisce gli obiettivi di sviluppo per le rinnovabili elettriche, includendo 39 progetti offshore per lo più a tecnologia galleggiante, fino a 60 chilometri dalla costa. Il piano, presentato dal governo Draghi in occasione della COP26 nel 2021, prevede una significativa espansione della capacità eolica entro il 2030, ma i ritardi accumulati nelle autorizzazioni hanno reso questi target sempre più ambiziosi. La gestione delle richieste di connessione è affidata a Terna, che ha registrato 132 domande per circa 90 gigawatt di capacità offshore.

I progetti chiave in sviluppo

Diversi progetti di grandi dimensioni sono attualmente in fase di sviluppo o hanno ottenuto le autorizzazioni necessarie per procedere. Il parco di Marsala, in Sicilia, prevede l’installazione di 21 turbine da 12 megawatt ciascuna, per una capacità complessiva di 250 MW, con avvio della produzione previsto nel 2026. Il progetto Sicily South, situato nel territorio di Agrigento, conta 76 turbine per 1.140 MW e ha già avviato le operazioni da marzo 2025, potendo soddisfare il fabbisogno elettrico di circa 1,5 milioni di abitazioni.

In Sardegna sud-occidentale è previsto un impianto da 42 turbine da 12 MW, con avvio della produzione atteso nel 2028. Questo progetto rappresenta uno degli investimenti più rilevanti nell’eolico offshore italiano e contribuirà in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi di capacità offshore nazionali. Nel complesso, 18 progetti sono stati annunciati per oltre 16 GW, 31 sono in fase di autorizzazione per circa 28 GW, mentre 39 progetti sono in attesa per ulteriori 29 GW, portando il totale della pipeline a circa 40 GW di potenziale in fase di sviluppo.

Scenario 2026-2030: cosa aspettarsi

Lo sviluppo dell’eolico italiano nei prossimi anni dipenderà in larga misura dalla capacità di superare le strozzature autorizzative che hanno frenato la crescita nel biennio 2024-2025. L’entrata in esercizio dei progetti attualmente in fase avanzata, come Sicily South e Marsala, potrebbe aggiungere circa 1,5 GW di capacità offshore entro il 2027. Se le autorizzazioni procederanno senza ulteriori ritardi, la Sardegna sud-occidentale potrebbe aggiungere altri 500 MW entro il 2028.

Le proiezioni indicano che, in uno scenario ottimistico, Puglia, Sicilia e Sardegna potrebbero generare congiuntamente 74 GW qualora tutti i progetti in pipeline ricevessero approvazione. Questo dato, pur condizionato da numerosi fattori, sottolinea il potenziale di trasformazione del settore. Gli esperti evidenziano come la semplificazione delle procedure autorizzative rappresenti la chiave per sbloccare investimenti e accelerare la transizione energetica, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e delle politiche di decarbonizzazione nazionali.

Timeline: le tappe fondamentali dell’eolico italiano

Lo sviluppo dell’energia eolica in Italia attraversa diverse fasi, dagli esordi normativi degli anni novanta fino agli ambiziosi progetti offshore contemporanei.

  1. 1992: Prima legge quadro sulle rinnovabili che introduce i certificati verdi
  2. 2000-2010: Boom dell’eolico onshore nelle regioni meridionali
  3. 2010: Obiettivo FER al 10% del mix elettrico
  4. 2020: Presentazione dei primi piani per l’eolico offshore nell’Adriatico
  5. 2021: Presentazione del PNIEC aggiornato a COP26 con 39 progetti offshore
  6. 2022: Entrata in esercizio del Beleolico, primo parco offshore italiano (30 MW)
  7. 2024: Pipeline offshore raggiunge 90 GW di richieste
  8. 2025: Avvio Sicily South (1.140 MW); potenza installata a 13,6 GW
  9. 2026: Previsto avvio del parco eolico offshore di Marsala
  10. 2028: Previsto avvio del progetto Sardegna sud-occidentale

La cronologia evidenzia un’accelerazione recente nello sviluppo offshore, dopo decenni di predominio dell’onshore. L’Italia ha colto con ritardo le opportunità dell’eolico in mare, ma la pipeline attuale suggerisce un cambio di passo significativo, condizionato dalla capacità di completare l’iter autorizzativo nei tempi previsti.

Cosa sappiamo e cosa resta incerto sull’eolico italiano

Alcune informazioni sul settore eolico italiano poggiano su dati ufficiali e fonti consolidate, mentre altri aspetti restano aperti a sviluppi difficili da prevedere con precisione.

Informazioni consolidate

  • Potenza installata: 13.629 MW a fine 2025
  • 6.173 impianti operativi a gennaio 2026
  • 91% della produzione onshore nel Sud Italia
  • Puglia leader con 1.726 pale
  • 30 MW offshore operativi (Beleolico)
  • 93 progetti offshore in pipeline
  • 132 richieste di connessione per 90 GW
  • Quinto posto in Europa per capacità

Elementi incerti

  • Tempi effettivi di realizzazione dei 40 GW in pipeline
  • Quantificazione degli impatti ambientali degli impianti offshore
  • Esiti definitivi delle autorizzazioni pendenti
  • Disponibilità di incentivi specifici post-2025
  • Effettiva capacità di superare le strozzature burocratiche
  • Sviluppi normativi legati alla semplificazione

I dati consolidati derivano principalmente dalle rilevazioni ufficiali di Terna e GSE, integrate dalle elaborazioni di ANEV e da studi settoriali specializzati. Gli elementi incerti riguardano soprattutto la realizzazione pratica dei progetti annunciati, i cui tempi dipendono da variabili autorizzative, economiche e politiche difficili da quantificare in anticipo.

Contesto e significato dello sviluppo eolico

L’energia eolica rappresenta una componente strategica della transizione energetica italiana verso un sistema a basse emissioni di carbonio. Il contesto europeo, definito dal Green Deal e dagli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050, impone al Paese un’accelerazione significativa nella diffusione delle rinnovabili elettriche. L’eolico, insieme al fotovoltaico, è chiamato a compensare la progressiva riduzione della produzione da fonti fossili e a soddisfare una domanda elettrica in crescita, trainata dall’elettrificazione degli usi finali come i trasporti e il riscaldamento.

Il confronto con i principali paesi europei evidenzia il ritardo italiano nello sviluppo eolico, un dato che le associazioni di settore attribuiscono a fattori strutturali come la complessità del sistema autorizzativo, la frammentazione della proprietà dei terreni e la resistenza di alcune comunità locali ai progetti sul territorio. La concentrazione geografica della capacità installata nel Meridione solleva inoltre interrogativi sulla capacità della rete di trasmissione di accogliere nuova produzione eolica, richiedendo investimenti in infrastrutture che si aggiungono ai costi di sviluppo degli impianti.

Per approfondire le dinamiche energetiche nazionali e il quadro tariffario vigente, consulta la sezione dedicata a Energia Italia – Tariffe fornitori e risparmio 2025.

Voci e fonti: cosa dicono gli esperti

Le associazioni di settore e gli enti di monitoraggio hanno più volte evidenziato la necessità di snellire le procedure autorizzative per consentire all’Italia di raggiungere il proprio potenziale eolico. Secondo le elaborazioni di ANEV, l’eccessiva burocrazia rappresenta il principale ostacolo allo sviluppo, un problema comune ad altre rinnovabili ma particolarmente sentito nell’eolico, dove i progetti di grandi dimensioni richiedono valutazioni ambientali complesse e autorizzazioni multiprovinciali.

Il potenziale offshore italiano è enorme, con oltre 90 GW di richieste di connessione, ma senza semplificazioni normative rischiamo di perdere un’opportunità storica per la transizione energetica del Paese.

— Associazioni di settore, analisi 2024-2025

Le stime ufficiali indicano che, qualora tutti i progetti attualmente in pipeline ricevessero autorizzazione e venissero realizzati, l’Italia potrebbe superare i 70-80 GW di capacità eolica complessiva, posizionandosi tra i primi mercati europei. Gli osservatori del settore sottolineano tuttavia che la distanza tra i progetti annunciati e quelli effettivamente realizzati resta significativa, e che solo una parte del potenziale teorico si tradurrà in capacità operativa nel medio termine.

Pro, contro e impatti ambientali dell’eolico in Italia

I vantaggi principali dell’eolico riguardano la riduzione delle emissioni climalteranti, la diversificazione delle fonti energetiche e il contributo agli obiettivi di indipendenza energetica. Un singolo impianto di media taglia può soddisfare il fabbisogno di migliaia di abitazioni, come nel caso del progetto Sicily South che serve circa 1,5 milioni di nuclei familiari.

Tra le criticità emergono gli impatti sul paesaggio e sugli ecosistemi locali, in particolare per quanto riguarda l’avifauna. Gli impatti ambientali degli impianti offshore non sono stati quantificati in dettaglio, ma la tecnologia galleggiante, prevalente nei progetti italiani data la conformazione dei fondali, consente di ridurre le interferenze con le attività costiere e l’habitat marino. Resta da valutare l’impatto degli ancoraggi sul fondale e le possibili conseguenze per la biodiversità marina.

Equilibrio tra sviluppo e tutela

L’eolico offshore galleggiante consente di installare turbine in acque profonde, riducendo l’impatto costiero. Gli ancoraggi e le infrastrutture sottomarine richiedono tuttavia una progettazione attenta per minimizzare le interferenze con gli ecosistemi marini.

Il ruolo dell’eolico nella strategia climatica nazionale

L’eolico è parte integrante della strategia italiana per raggiungere la neutralità climatica e rispettare gli impegni assunti a livello europeo e internazionale. La crescita della produzione del 63% registrata ad agosto 2025 dimostra il potenziale della fonte quando le condizioni sono favorevoli e gli impianti funzionano a regime. L’incremento della capacità installata, pur con il rallentamento nelle nuove aggiunte, contribuisce a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e a contenere le emissioni del settore elettrico.

Per comprendere l’impatto dei costi energetici sulle famiglie e sulle imprese, consulta la sezione dedicata a Bollette Italia – Costi, Pagamenti e Agevolazioni 2024.

Sintesi e prospettive

L’energia eolica in Italia attraversa una fase di consolidamento e potenziale espansione, con 13,6 GW di capacità installata e una pipeline di progetti che potrebbe moltiplicare questa cifra nei prossimi anni. Il Paese si posiziona al quinto posto tra i mercati eolici europei, ma il divario con i leader e il rallentamento nelle nuove installazioni segnalano sfide strutturali che richiedono interventi normativi e amministrativi. Lo sviluppo dell’offshore rappresenta l’orizzonte più promettente, con 93 progetti e quasi 90 GW di richieste di connessione che superano di gran lunga gli obiettivi del PNIEC. L’effettiva realizzazione di questo potenziale dipenderà dalla capacità di superare gli ostacoli burocratici e di attrarre gli investimenti necessari per la transizione energetica.

Domande frequenti

L’eolico è competitivo economicamente rispetto ad altre fonti?

Il costo dell’energia eolica è sceso significativamente negli ultimi anni, rendendo la tecnologia competitiva con le fonti fossili in molti mercati. In Italia, le aste per le FER hanno prodotto prezzi in calo, confermando la maturità commerciale dell’onshore. L’offshore galleggiante resta più costoso, ma i costi sono in riduzione.

Quali sono le regioni italiane con maggiore potenziale eolico?

Le regioni meridionali, in particolare Puglia, Sicilia, Basilicata, Campania e Sardegna, presentano le migliori condizioni anemologiche. Queste aree ospitano oltre il 90% della capacità installata nazionale e concentrano anche la maggior parte dei progetti offshore proposti.

Qual è lo stato dell’eolico offshore in Italia?

Solo 30 MW sono attualmente operativi (parco Beleolico, Taranto). Tuttavia, 93 progetti per 74 GW sono in pipeline, prevalentemente a tecnologia galleggiante. I primi progetti di grande dimensione entreranno in esercizio tra il 2025 e il 2028.

Quanto tempo occorre per costruire un parco eolico?

I tempi variano significativamente: un impianto onshore di media taglia può richiedere 2-4 anni dal progetto alla messa in esercizio, mentre per l’offshore i tempi possono estendersi a 5-7 anni, considerando le complessità autorizzative e di installazione.

L’eolico presenta rischi per l’ambiente e la fauna?

Gli impatti principali riguardano l’occupazione di suolo per l’onshore e le potenziali interferenze con l’avifauna. Per l’offshore, gli ancoraggi e i cavi sottomarini possono influenzare gli ecosistemi marini. Le tecnologie moderne e una corretta pianificazione consentono di ridurre questi impatti.

Quali sono gli incentivi disponibili per l’eolico in Italia?

Gli incentivi sono gestiti attraverso il sistema delle aste FER e delle registrazioni per impianti di taglia inferiore. Il quadro incentivante è in evoluzione, con tendenza alla riduzione dei sussidi e al passaggio a meccanismi di mercato.

Quanta energia produce l’eolico in Italia rispetto al fabbisogno nazionale?

La quota eolica sul totale dell’energia prodotta in Italia si attesta intorno al 7-8%, con punte che superano il 50% del fabbisogno rinnovabile in mesi favorevoli. L’obiettivo è incrementare significativamente questa quota entro il 2030.

Stefano Davide Romano Rinaldi

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Stefano Davide Romano Rinaldi

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