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Bonus Casa 2026: aliquote al 50% e 36%, detrazioni e massimali

Stefano Davide Romano Rinaldi • 2026-05-22 • Revisionato da Chiara Romano

Con la fine del Superbonus e l’arrivo delle aliquote ordinarie, decidere quando mettere mano ai lavori di casa è un vero rompicapo. Nel 2026 il bonus ristrutturazioni per l’abitazione principale resta al 50%, con un massimale invariato di 96.000 euro (MutuiOnline.it).

Aliquota prima casa 2026: 50% ·
Aliquota seconde case 2026: 36% ·
Spesa massima detraibile per unità immobiliare: 96.000 € ·
Durata della detrazione: 10 rate annuali ·
Obbligo invio dati ENEA per interventi energetici: Sì ·
Bonus barriere architettoniche 2026: 75% (max 50.000 €)

Panoramica rapida

1Bonus ristrutturazione 2026
2Ecobonus 2026
  • 50% prima casa, max 96.000 €
  • 36% seconde case
  • Include caldaie, infissi, cappotto
3Sismabonus 2026
  • 50% prima casa, max 96.000 €
  • 36% seconde case
  • Riduzione classe di rischio
4Bonus barriere architettoniche 2026
  • 75% della spesa, max 50.000 €
  • Non cumulabile con altri bonus per stessi interventi

Sei voci chiave per orientarsi tra le cifre, una costante: il massimale di 96.000 € vale per ogni unità immobiliare, non per persona.

Voce Valore
Aliquota prima casa 2026 50%
Aliquota seconde case 2026 36%
Spesa massima detraibile 96.000 €
Durata detrazione 10 anni
Obbligo invio ENEA Per interventi di risparmio energetico
Escluso Superbonus 110% non prorogato

Quali sono i bonus per la casa al 50% nel 2026?

Detrazione al 50% per la prima casa

  • Aliquota 50% per prima casa fino a spesa max 96.000 €
  • Aliquota 36% per seconde case
  • Durata detrazione in 10 quote annuali
  • Obbligo invio dati ENEA per interventi di risparmio energetico
In sintesi: Il contribuente che ristruttura la propria prima casa nel 2026 ottiene una detrazione del 50% su un massimo di 96.000 € di spesa, ripartita in 10 anni. Per gli immobili secondari l’aliquota scende al 36%.

Detrazione al 36% per la seconda casa

L’agevolazione al 36% si applica a tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale, comprese le seconde case e le case vacanze. Il massimale resta 96.000 € per unità immobiliare.

Bonus per barriere architettoniche al 75%

Il Bonus barriere architettoniche al 75% – con tetto di spesa di 50.000 € – non risulta prorogato in via generale oltre il 2025 nelle guide aggiornate al 2026.

Bonus mobili 2026

Il Bonus Mobili è confermato anche per il 2026 con detrazione del 50% e tetto di spesa di 5.000 euro, a condizione che sia collegato a un intervento di ristrutturazione.

Ecobonus e sismabonus

Nel 2026 l’Ecobonus viene allineato alla logica delle due aliquote: 50% per la prima casa, 36% per le altre. Il sismabonus segue la stessa struttura, con aliquote differenziate in base alla destinazione dell’immobile.

Il punto

Per chi ha una seconda casa, il passaggio dal 50% al 36% è il vero salto: il risparmio fiscale si riduce di quasi un terzo. Anticipare i lavori al 2025, quando ancora si beneficiava dell’aliquota intermedia, può fare una differenza concreta.

Il pattern che emerge è chiaro: la differenziazione tra prima e seconda casa diventa il criterio portante di tutte le agevolazioni edilizie ordinarie.

Chi ha diritto al bonus casa?

Requisiti soggettivi: proprietari, usufruttuari, locatari

  • L’agevolazione spetta a tutti i contribuenti Irpef
  • Non serve essere residenti anagrafici
  • L’immobile deve essere adibito ad abitazione
  • Interventi su parti comuni condominiali inclusi

Per accedere all’aliquota più alta del 50% il contribuente deve essere titolare di proprietà o di un diritto reale di godimento e l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale. Tra i diritti che consentono la maggiorazione rientrano nuda proprietà, proprietà superficiaria, usufrutto, uso e abitazione.

Documenti necessari: fatture, bonifici parlanti, codice fiscale

Per la detrazione è obbligatorio il bonifico bancario parlante – con indicazione di causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA del fornitore – e le fatture devono riportare partita IVA e costo dell’intervento.

Limiti di reddito? No, l’agevolazione è IRPEF

Il bonus casa non ha limiti di reddito: spetta a tutti i soggetti passivi Irpef, indipendentemente dal reddito complessivo.

Perché è importante

Il requisito chiave non è il reddito ma la proprietà o un diritto reale. Questo significa che anche un inquilino con contratto registrato può accedere alle detrazioni, purché l’immobile sia la sua abitazione principale.

La conseguenza pratica: le agevolazioni restano accessibili a una platea ampia di contribuenti, senza barriere economiche all’ingresso.

Quali sono i massimali del bonus casa per il 2026?

Spesa massima per singola unità immobiliare: 96.000 €

Il tetto di spesa agevolabile è di 96.000 euro per immobile. Questo massimale è unico per tutti i bonus edilizi e si applica per singola unità immobiliare, non per persona.

Cumulabilità con altri bonus

Non tutti i bonus sono cumulabili per gli stessi interventi. Il Bonus barriere architettoniche, ad esempio, non può essere sommato ad altre detrazioni per gli stessi lavori. In generale, ogni intervento può essere agevolato con un solo bonus, salvo diverse indicazioni normative.

Limite per interventi su parti comuni

Per gli interventi sulle parti comuni condominiali, il massimale è di 96.000 € per unità immobiliare dell’edificio.

In sintesi: Il massimale di 96.000 € è per immobile, non per persona. Dal 2026 il limite è unico per tutti i bonus edilizi e il Superbonus non è più incluso.

Il punto da ricordare: il tetto non si moltiplica per il numero dei proprietari, ma resta fisso per unità immobiliare.

Cosa cambia nel bonus casa nel 2026?

Aliquote unificate al 50% e 36% rispetto alle precedenti

Dal 1° gennaio 2026 le aliquote ordinarie sono 50% per la prima casa e 36% per gli altri immobili. La legge di bilancio 2026 conferma i bonus edilizi con le medesime aliquote del 2025.

Fine del Superbonus e delle agevolazioni maggiorate

Lo stop al Superbonus è dato come definitivo nelle guide di settore sul 2026. Il Bonus facciate scende al 36% e il Bonus verde non è stato prorogato.

Proroga del bonus mobili con massimale ridotto

Il Bonus Mobili 2026 è confermato con un tetto di 5.000 €, in calo rispetto agli anni precedenti.

Novità per le seconde case

Dal 2026 anche per le seconde case l’aliquota è fissata al 36%, senza più differenze tra ecobonus e ristrutturazione.

In sintesi: Il 2026 segna la normalizzazione degli incentivi: addio Superbonus, aliquote stabilizzate al 50%/36%, bonus mobili ridotto. Per le seconde case l’aliquota unica è del 36%.

La direzione è inequivocabile: il Legislatore ha chiuso la fase straordinaria e punta a un regime ordinario stabile, sebbene meno generoso.

Quali sono i bonus casa per il 2025 e come posso richiederli?

Differenze 2025 vs 2026

La tabella che segue confronta le aliquote e i massimali per i principali bonus nel 2025 e nel 2026.

Sei bonus, un unico confronto: per la prima casa l’aliquota non cambia, per gli altri immobili il 2025 era già sceso al 36% rispetto al 50% precedente.

Bonus 2025 2026
Ristrutturazione prima casa 50% (max 96.000 €) 50% (max 96.000 €)
Ristrutturazione seconda casa 36% (max 96.000 €) 36% (max 96.000 €)
Ecobonus prima casa 50% (max 96.000 €) 50% (max 96.000 €)
Ecobonus seconda casa 36% (max 96.000 €) 36% (max 96.000 €)
Bonus facciate 50% 36%
Bonus mobili 50% (max 5.000 €) 50% (max 5.000 €)

Il pattern è chiaro: la vera differenza tra 2025 e 2026 riguarda il bonus facciate, che scende dal 50% al 36%. Per il resto le aliquote restano invariate.

Procedure di richiesta: bonifico parlante e fattura

  1. Effettuare un bonifico bancario parlante con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA del fornitore
  2. Conservare le fatture con partita IVA e costo dell’intervento
  3. Trasmettere i dati all’ENEA per interventi di risparmio energetico
  4. Compilare nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Unico) il quadro relativo alle spese edilizie
  5. Il credito è ripartito in 10 rate annuali di pari importo
Nota della redazione

La documentazione va conservata per almeno 10 anni in caso di controlli. Senza bonifico parlante la detrazione non è riconosciuta.

Invio documentazione ENEA

Per gli interventi che migliorano l’efficienza energetica (caldaie, infissi, cappotto) l’invio telematico all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori è obbligatorio.

Compilazione del modello di dichiarazione (730/Modello Unico)

Le spese vanno indicate nel quadro E del 730 o nel quadro RP del Modello Unico, suddivise per tipologia di intervento.

In sintesi: Il contribuente deve usare il bonifico parlante, conservare fatture e inviare i dati ENEA entro 90 giorni. La detrazione si recupera in 10 rate annuali.

Chi segue queste cinque fasi alla lettera mette al sicuro la detrazione per l’intero decennio.

Segnale temporale

  • 2021-2024: Superbonus 110% e aliquote maggiorate
  • 2025: Aliquote ridotte: 50% prima casa, 36% seconde, ecobonus scende
  • Dal 1° gennaio 2026: Aliquote ordinarie: 50% prima casa, 36% seconde; fine superbonus; nuovi massimali unificati
  • 2027 (previsto): Ulteriore riduzione al 36% per prime case e 30% per seconde (da confermare)

Fatti confermati

  • Aliquote 2026: 50% prima casa, 36% seconde case
  • Massimale 96.000 € per unità immobiliare
  • Obbligo bonifico parlante e fattura
  • Detrazione in 10 rate annuali

Cosa resta incerto

  • Proroga del bonus mobili oltre il 2026
  • Eventuali modifiche per il 2027
  • Interpretazione dell’Agenzia delle Entrate su cumulo con altri bonus
  • Sismabonus ed ecobonus unificati sotto le stesse aliquote (da verificare con circolari attuative)

«L’agevolazione è rivolta ai contribuenti soggetti all’Irpef, residenti o meno nel territorio dello Stato, che sostengono le spese di ristrutturazione.»

Agenzia delle Entrate – Guida alle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie

«Nel 2026 resteranno in vigore gli incentivi edilizi ordinari, con le aliquote a 50% per le prime abitazioni e al 36% per le altre, che scenderanno a 36 e 30% dal 2027.»

Confcommercio – Comunicato stampa bonus casa 2026

Per chi deve ristrutturare, il messaggio è netto: il 2026 è l’anno della normalizzazione. Con aliquote ferme al 50% per la prima casa e al 36% per le seconde, non ci sono più finestre straordinarie da sfruttare. Per i proprietari di seconde case, la prospettiva di un ulteriore calo nel 2027 (36% prima casa, 30% seconde) rende conveniente intervenire subito, prima che l’aliquota scenda ancora. Per chi ristruttura la prima casa, invece, il 50% è garantito almeno fino al 2026, ma il rischio di un taglio futuro resta concreto. La scelta è chiara: agire ora o accettare un incentivo più magro domani.

Fonti aggiuntive

youtube.com

Per una panoramica dettagliata delle detrazioni e dei massimali aggiornati, ti consiglio di leggere anche questa guida completa al bonus 2026.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra bonus ristrutturazione ed ecobonus?

Il bonus ristrutturazione si applica a lavori edilizi ordinari (manutenzione, restauro, ristrutturazione), mentre l’ecobonus riguarda interventi di efficienza energetica. Nel 2026 entrambi seguono le stesse aliquote: 50% prima casa, 36% seconde case.

Il bonus casa 2026 si può applicare anche agli immobili in affitto?

Sì, purché l’immobile sia adibito ad abitazione (principale o secondaria). Il locatario può beneficiare della detrazione se sostiene le spese e l’immobile è a sua disposizione.

Cosa succede se vendo la casa durante il periodo di detrazione?

Il diritto alla detrazione non si trasferisce automaticamente all’acquirente. Il venditore può continuare a fruire delle rate residue solo se ha già iniziato la detrazione prima della vendita. In caso di alienazione, le quote non ancora godute restano al venditore.

Quali lavori rientrano nel bonus ristrutturazione 2026?

Manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, sostituzione di infissi, pavimenti, impianti. Sono escluse le semplici tinteggiature e la manutenzione ordinaria (salvo condominio).

Il bonus mobili 2026 è cumulabile con altri bonus?

Sì, il bonus mobili è cumulabile con il bonus ristrutturazione, purché ci sia un intervento di ristrutturazione collegato e le spese siano distinte.

È obbligatorio l’invio dei dati all’ENEA?

Solo per interventi di risparmio energetico (ecobonus). Per il bonus ristrutturazione ordinario non è richiesto, a meno che i lavori non comportino un miglioramento energetico.

Come si compila il bonifico parlante per la detrazione?

Il bonifico deve indicare: causale (riferimento normativo), codice fiscale del beneficiario, partita IVA del fornitore, importo e data. È possibile utilizzare il modello predisposto dalle banche.



Stefano Davide Romano Rinaldi

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Stefano Davide Romano Rinaldi

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